Alla scoperta dei

VINI CARIGNANO DEL SULCIS

Questa guida vi porterà alla scoperta dei vini Carignano del Sulcis, dove la storia millenaria della viticoltura si fonde armoniosamente con le caratteristiche uniche di un territorio straordinario. Situata nella suggestiva regione del Sulcis, nell'angolo sud-occidentale della Sardegna, questa zona vinicola è un'autentica oasi di tradizione e passione enologica. Esploreremo insieme le radici profonde del vitigno Carignano in questa terra antica, dove il nome ``Sulcis`` evoca un legame millenario con le civiltà che hanno plasmato il destino di queste terre. Dall'antica città punica di Sulki all'odierna Sant'Antioco, il Sulcis è un crocevia di culture e storie che si riflette nei vini pregiati che qui prendono vita. Immergetevi nelle sfumature del terroir del Sulcis, dove il suolo, il clima e i venti salmastri del mare si uniscono per conferire ai vini Carignano del Sulcis un carattere unico e inconfondibile. Dai vigneti che si estendono tra le dune di sabbia ai terreni vulcanici, ogni sorso di Carignano del Sulcis racconta la storia di un territorio straordinario. Un viaggio attraverso le colline del Sulcis e le sue isole minori, alla scoperta di un'arte millenaria tramandata di generazione in generazione. Dai vigneti coltivati con cura secondo le tradizioni secolari alle cantine che custodiscono il segreto della produzione di vini di alta qualità, vi invitiamo a esplorare il mondo affascinante dei vini Carignano del Sulcis.

Sommario

Storia del Sulcis

Il Sulcis, conosciuto in sardo come Meurreddìa o Surcis, è un'area della Sardegna situata nella porzione sud-occidentale dell'isola, facente parte dell'antico comprensorio storico-geografico del Sulcis-Iglesiente. Questo territorio prende il nome dall'antica città punica di Sulki o Sulci, l'odierna Sant'Antioco.

Le origini della denominazione "Sulcis" per indicare questa regione affondano le radici nel Medioevo. In quel periodo, la zona sud-occidentale del Giudicato di Cagliari costituiva la Curatoria del Sulcis, comprendente i territori a sud della valle del Cixerri e dell'omonima curatoria. Antichi documenti testimoniano l'utilizzo di questo toponimo per identificare l'area già in epoca medievale.

Il Sulcis vanta quindi un legame millenario con la sua denominazione attuale, tramandata dalle popolazioni che hanno animato queste terre fin dai tempi antichi. Un nome che racchiude la storia e le tradizioni di un crocevia di civiltà, un angolo di Sardegna dove il genius loci si fonde indissolubilmente con l'eredità culturale di Fenici, Punici, Romani e delle genti succedutesi nel corso dei secoli.

Carignano a piede franco Sardegna

Vigna Carignano a Sant'Antico nel Sulcis, Vigne Bentasali

Il territorio del Sulcis: dove nasce il Carignano

Il Carignano del Sulcis, conosciuto anche semplicemente come "Carignano", è un apprezzato vino rosso e rosato da pasto, nonché un eccellente vino da arrosto e cacciagione. Questo prestigioso nettare della Sardegna trova la sua patria nei territori, ubicati nell'area sud-occidentale dell'isola, il comprensorio del Sulcis.

Questa regione vinicola unica comprende anche le isole di Sant'Antioco e San Pietro, le più vaste isole minori della Sardegna. Sant'Antioco, la maggiore delle due, si estende per 108 km² ed è collegata alla terraferma da un istmo, mentre San Pietro è una vera e propria isola di circa 50 km².

Il terroir del Sulcis è caratterizzato da una complessità geologica che si riflette nei suoli vitati. Entisuoli, inceptisuoli, alfisuoli e accumuli di argille si alternano, dando vita a un mosaico di terreni unici. Dalle pianure alluvionali del Quaternario alle rocce vulcaniche, dai calcari cretacei alle sabbie litoranee, ogni vigna del Carignano del Sulcis affonda le radici in un patrimonio pedologico straordinario.

Il clima sub-tropicale del Sulcis, con temperature medie annue di circa 17°C e una piovosità spesso inferiore ai 600 mm, trova un alleato fondamentale nel vento salso, protagonista indiscusso delle isole minori. Questo fattore climatico modella il paesaggio e condiziona la viticoltura, imprimendo un carattere unico ai vini di questa terra.

Il Carignano del Sulcis è l'espressione di un territorio straordinario, frutto di un incontro unico tra storia geologica, condizioni climatiche e tradizione vinicola secolare.

La peculiarità della viticoltura nel Sulcis risiede innanzitutto nelle caratteristiche uniche del territorio, come i terreni sabbiosi, i venti salmastri, la presenza di frangiventi naturali, la coltivazione a piede franco e la prevalenza di piccole proprietà agricole. Ma è anche frutto dell'abilità tramandata di generazione in generazione nella potatura conservativa delle viti, una tecnica tradizionale fondamentale per una viticoltura sostenibile.

La qualità dei vini Carignano del Sulcis dipende inoltre dalle caratteristiche intrinseche di questo vitigno e dall'equilibrio vegetativo delle piante, che favorisce l'accumulo di sostanze nobili e pregiate nell'uva.

I vecchi vigneti di questa regione sono capaci di fornire uve di elevatissima qualità. L'industria enologica locale nasce nel 1932 con la Cantina Sociale di Calasetta, seguita nel 1949 da quella di Sant'Antioco. Con l'apertura della Cantina di Santadi nel 1960 e di alcuni enopoli privati, la DOC Carignano del Sulcis, istituita nel 1977, ha acquisito sempre più apprezzamento tra i consumatori, producendo vini pregiati.

Filari Tenute La Sabbiosa

Vigneto coltivato a Carignano, Tenute la Sabbiosa a Calasetta in Sardegna

Sulle origini del Carignano: fattori umani che hanno forgiato un'identità territoriale

Le origini antiche del vitigno Carignano in Sardegna sono avvolte nel mistero, ma gli accreditati autori avanzano due ipotesi affascinanti. La prima teoria suggerisce che siano stati i Fenici o i Cartaginesi, primi grandi navigatori del Mediterraneo, a introdurre questo vitigno nell'Isola durante il loro dominio sulla regione del Sulcis, dove sorsero le antiche città puniche di Solki (l'odierna Sant'Antioco) e Nora (Pula).

L'altra ipotesi, sostenuta da molti, indica invece che il Carignano giunse dalla penisola iberica nei primi tempi della dominazione spagnola in Sardegna. Questa tesi trova conforto nell'antico appellativo dialettale "Axina de Spagna", ovvero "Uva di Spagna".

Ciò che è certo è che la coltivazione del Carignano affonda le radici in un passato remoto nel Sulcis, soprattutto nell'isola di Sant'Antioco. Qui, nei terreni sabbiosi inospitali per la fillossera, è stato possibile preservare la viticoltura "franca di piede", mantenendo intatta la tradizione dell'allevamento ad "alberello latino".

Le forme di allevamento tradizionali, come l'alberello sostenuto da tutori e fili di ferro, con sesti di impianto variabili tra 1 e 2,5 metri, mirano a ridurre la vigoria delle piante, aumentandone la resistenza alla siccità e adattandole ai terreni poco fertili del Sulcis. La potatura più diffusa prevede 2 o 4 speroni corti, con un eventuale guyot nei vigneti più vigorosi. Nei terreni più fertili, si predilige invece la controspalliera con potatura a guyot o, più raramente, a cordone speronato.

Il legame millenario tra il Carignano del Sulcis e il suo territorio è reso indissolubile da una sapiente viticoltura tradizionale, custode di antichi segreti tramandati di generazione in generazione.

Uva Carignano del Sulcis

1977: nasce la DOC CARIGNANO DEL SULCIS

La Denominazione di Origine Controllata "Carignano del Sulcis" tutela i pregiati vini rossi, rosati, novelli, riserve, superiori e passiti prodotti nell'antica regione vinicola del Sulcis, in Sardegna. Il disciplinare di produzione, approvato nel 1977 e aggiornato nel 2014, definisce rigorosamente zona, vitigni, rese e caratteristiche di questi rinomati nettari.

La base ampelografica prevede un minimum dell'85% di uve Carignano, vitigno simbolo del territorio. Le uve devono provenire dai comuni di Calasetta, Carbonia, Carloforte, Giba, Masainas, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant'Anna Arresi, Sant'Antioco, Teulada, Tratalias e Villaperuccio.

Il Carignano del Sulcis rosso, di colore rubino intenso con un titolo alcolometrico minimo del 12%, richiede un affinamento di almeno 40 giorni. Il rosato si presenta in sfumature più o meno accese con almeno l'11,5% di alcol. Il novello esibisce anch'esso un rubino deciso con un minimo alcolico dell'11,5%.

La riserva, di granato intenso e con almeno il 12,5% di alcol, matura per 2 anni con 6 mesi di affinamento. Il superiore, dai riflessi granati e con almeno il 13% alcolico, viene allevato ad alberello e vanta 2 anni di invecchiamento.

Il passito, da rosso ambrato con un minimo di 16% di alcol di cui 14% svolto, prevede un'accurata cernita delle uve e un appassimento naturale fino a un contenuto zuccherino minimo del 27%, seguito da 6 mesi di affinamento.

In tutte le tipologie, la resa massima è di 110 q/ha, con un coefficiente di trasformazione non superiore al 70% per i vini tranquilli e al 50% per il passito.

Area di produzione del vino Carignano del Sulcis DOC

Area di produzione del vino Carignano del Sulcis in Sardegna

Caratteri unici per un grande rosso di Sardegna: il Carignano del Sulcis

Il Carignano del Sulcis rappresenta uno dei grandi rossi della Sardegna, un nettare che onora con la sua ricchezza e il suo stile l'enologia mondiale dei vini rossi di pregio. Questo prestigioso vino nasce dalle uve del vitigno Carignano, coltivato nell'area vocata del sud-ovest dell'isola, comprendente anche le isole di Sant'Antioco e San Pietro.

Per molto tempo custodito quasi gelosamente come un segreto dai viticoltori sulcitani, il Carignano ha definitivamente acquisito il blasone oggi riconosciutogli sui mercati internazionali grazie al lavoro visionario dell'enologo di fama Giacomo Tachis. Il "maestro degli enologi italiani", apportando il suo immenso bagaglio di conoscenze e capacità, ha saputo esaltare le straordinarie caratteristiche intrinseche di questo vitigno autoctono.

Il Carignano ama i terreni sciolti e i venti salmastri del mare, condizioni che forgiano un vino strutturato e di alta gradazione alcolica. All'analisi organolettica, il Carignano del Sulcis si presenta con un intenso colore rubino, un odore vinoso accattivante e un sapore asciutto, sapido e armonico.

Oltre alle classiche versioni rossa e rosata, questo nobile nettare si declina nelle tradizionali menzioni "riserva", "novello", "superiore" e "passito". Il rosso regala un sorso vellutato e straordinariamente equilibrato, meritevole di essere annoverato tra i grandi vini di élite e riscontrando ampi consensi tra gli intenditori.

Le riserve e i superiori, dopo un adeguato affinamento in botte, esaltano le loro caratteristiche distintive: un rubino carico, intensi profumi di prugne e ribes neri e un gusto caldo, intenso e persistente che seduce il palato.

Grappolo Carignano del Sulcis Locci'S Domu

Grappolo Carignano del Sulcis a San Giovanni Suergiu - Locci'S Domu

 Elenco cantine e aziende vitivinicole produttrici del vino Carignano del Sulcis

Di seguito l'elenco delle principali cantine e aziende vinicole che producono Carignano del Sulcis:

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